Ludovico della Rocca
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Ludovico della Rocca

"curriculum vitae"

Nato a Napoli nel 1954 dove vive e lavora.
- diplomato al liceo artistico ed all’Accademia di belle arti;
- partecipa a due edizioni della “Primavera napoletana” negli anni 1970 e 1971;
- dopo un’attività professionale di fotografo, approda alla pittura;
dal 6 al 15 gennaio 2001, è presente con una personale nella libreria “Franco Maria Ricci” in via Benedetto Croce, 38 Napoli;
- dal 4 al 18 ottobre 2003, partecipa alla mostra “Tracce… espressioni dell’arte” svoltasi alla villa Campolieto di Ercolano (NA);
- espone al 3° Premio Internazionale “Biennale d’Incisione – Città di Monsummano Terme”, e, nell’ambito della stessa iniziativa, al Centro Toboggan del Comune di Décines (Lyon) – Francia, nel periodo ottobre-novembre 2004;
- dal 12 al 23 dicembre 2003 espone delle sue opere presso l’Associazione Artistica Culturale “Scenari Nascosti, per un’Arte Clandestina”;
- il 4 settembre 2004 gli è conferito il Premio “Mario Buonoconto per le Arti Figurative” nell’ambito della Decima Edizione del Premio “Domenico Rea” a Cartaromana – Ischia;
- dal 9 al 13 settembre 2004 partecipa alla mostra “Incontro di Immagini” svoltasi presso la Parrocchia SS. Nome di Maria – Puccianiello – Caserta;
- dal 12 al 26 dicembre 2004, partecipa alla “Biennale delle arti dell’unità d’Italia”; svoltasi nel Museo dell’Opera della reggia vanvitelliana di Caserta;
- dal 7 al 19 maggio 2005 è presente al Diapason, in via Giotto, Napoli, con una personale dal titolo: “Le iconografie pittoriche di Ludovico della Rocca”, a cura di Aurelio de Rose;
- dal 28 maggio al 30 giugno 2005, espone presso la libreria Guida a Port’Alba, Napoli, con una mostra personale dal titolo: “ Favole e colori “
- partecipa alla collettiva “Saticula” in Sant’Agata dei Goti, nell’anno 2006;
- espone a Londra, il 5 luglio 2006, con una personale nella galleria Farmilo-Fiumano;
- espone alla Fiera Art London, Chelsea, 6-10 ottobre 2007.
- è presente con la sua personale “Percorsi Mitici”, negli spazi espositivi di “Photo”, a Sorrento dal 15 dicembre 2006 al 6 gennaio 2007.
- dal 24 febbraio 2007 partecipa ad “Arte di Napoli” , mostra organizzata dalla Galerie du Soleil, Naples – Florida – U.S.A.
- dal 1 al 4 marzo 2007 partecipa alla mostra: “ Form Modern and Contemporary Art and Design “ Olympia Exhibition Center, London
- dal 2 al 6 ottobre 2008, è presente all’ Art London presso il “Royal Hospital Chelsea, SW3” , 80 galleries showing-1,000 artists from 5 continents.
- nel 2008, espone presso le edizioni Russo, Sorrento con una personale
- nel 2008, espone nella galleria “ Paradigma”, Firenze
- nel 2008, espone alla galleria “Il Ninfeo”, Amalfi
- personale “Artisti contemporanei a Sorrento” dal 8 luglio 2009 all’ 8 agosto 2009, nel Chiostro di San Francesco, Comune di Sorrento
- Mostra “Armonie giapponesi” nell’ambito degli “Incontri con la cultura giapponese” Villa Fiorentino – Sorrento, 26/27 marzo 2011
- Mostra “Confessioni di un artista” presso la Baccaro Art Gallery di Pagani (SA) dal 7 maggio all’11 giugno 2011

 

"Le iconografie pittoriche"

di Aurelio De Rose

Le principali tematiche di Ludovico della Rocca si determinano e permettono di trarre, per quell'esplicita descrizione compositiva che realizza attraverso le immagini, la definizione di uno studio attento e sapientemente calibrato delle stesse, che non appaiono mai scevre da interpretazioni iconologiche. Infatti, Egli determina per l'elemento figurazione, che appartiene ad un mestiere di grande qualita' descrittiva, un coagulo di componenti che si possono definire "status anagogico" che, nella trascendenza, propongono un continuo sopravvenire di eventi simbolicamente espressivi. Tutto cio' che viene a circoscriversi o delimitarsi come una "neo-figurazione" si distingue, nelle opere di della Rocca, come rivisitazione, sia dal punto di vista cromatico che iconico, di temi "classici" ai quali ha affidato lo studio d'una attenta analisi dei tratti visivi, per il raggiungimento e realizzazione della Sua personale indagine. Essenzialmente infatti, nella concezione strutturale, le opere affrontano ed evidenziano una linea "geometrica-classicheggiante", che oseremmo definire "rinascimentale"; ed in riferimento alla quale Egli assegna il compito di erigere, a fulcro centrale, la soggettualita' da cui parte la narrazione. Da qui poi, si realizzano quelle "frasi d'immagini" interpretative, che assurgono ad elementi che non appaiono di compendio, ma trascendono nella sintesi per i loro "segni", sia i personaggi che il concetto iniziale. Caratterizzazione questa che si sedimenta sia nell'osservazione dell'insieme che nei vari "corpi simbologici" che coordinano la surrealita' del contesto pittorico.

Questa, spesso e' evidente: non solo per la sua stessa definizione ma, per una volonta' descrittiva che travalica il momento mnemonico propositivo che vuole essere espresso. Non puo' sfuggire inoltre ed oltremodo, una evidente ed intelligente "grafia descrittiva" dei soggetti che, nel loro universo quasi estatico di conoscenza e proposizione classicheggiante, hanno la necessita' d'essere interpretati. Cosi' come d'un sogno si narra l'accadimento, l'evento, nel metafisico prorompersi dell'immaginifico, tale e' la equivalenza figurativa che Egli ferma e raccoglie negli eventi, definendoli in una raffigurazione narrativa particolareggiata. Ed e', in virtu' di queste capacita' pittoriche possedute che, non solo riesce ad assemblare le oggettivazioni ma, altresi' a renderle piacevolmente visibili, raccogliendo e determinando per esse, l'estrema conoscenza di un rapporto "luce-colore", evidenziato specificatamente, sia dai particolari delle "fantasticherie naturalistiche" che nei valori allegorici, dei quali prima si accennava.

Tutto cio' diviene nel visibile e nell'invisibile, fattore esteticamente decorativo del quale ha piena padronanza espressionistica e quindi, la particolarita' degli elementi, si traduce nella visione esatta dell'intimo linguaggio che vuole proporre. Avviene conseguentemente che l'andamento cromatico evidenziato nelle stesure, assume un fattore di accentuazione, delle capacita' descrittive, ricercate per ogni singola particella narrativa. Di queste, possono essere significativi alcuni esempi decodificati fra le varie tele che propone:

Se, nel "Vespro"  il concetto "fertilita'-vita", con gli elementi acqua-mirto, rimandano alla mitica nascita d'Afrodite come emblema di bellezza; in contrapposizione, vi e' anche quello della "morte". Infatti le prime, come fulcro principale della composizione si identificano nella figura femminile come entita' principale che genera la vita, determinata anche dai corpi fluttuanti nella profondita' marina. L'ulteriore presenza della conchiglia e del fico, come simboli "vulvari", ne rafforzano la centralita' contestualmente al frutto, le cui foglie palmari, ed il gambo, assumono un rapporto rafforzativo concettuale collegabili alla pianta, e quindi, simbolicamente a quell'albero che, per analogia, rappresenta l'impiccagione di Giuda.

Nel prosieguo visivo quindi, queste Sue tele portano a raffronti che non possono escludere un'attenta lettura, sia per determinarsi che offrirsi come riflessione.

Tale e' anche nel " Il tocco dell'angelo" . Qui' le figure, questa volta di volti maschili, affrontano un concetto di problematiche del tempo che attraversiamo e la mano, che sfiora una delle teste, non puo' che significare, il tentativo di affrontare un percorso di fede, che potrebbe rigenerarsi e rendere piu' accettabili le anomalie del nostro tempo simboleggiate dalla pietrificazione del tragitto sul quale riflettono volti, come accenno all'umano passato.

Nell' "Antro della memoria", della Rocca tende a rivisitare, con l'elemento tonale, un valore esoterico, ripercorrendolo, nella elaborazione delle varie fasi alchemiche. Infatti: la ripartizione graduale, che parte dal giallo del peplo ondeggiante sul busto femminile, viene a contrapporsi con il "catramoso" antro che, in parte, e' coperto dalla ricaduta di un bianco panneggio. Questa "luce", che discende dal corpo femmineo disteso in un estatico riposo, determina una "quinta scenica" tra le tronche colonne. Qui, su una di esse, nel rapporto prospettico che tende all'infinito, il rosso cucurbitaceo ne conclude la ciclicita'. Questa lettura pero', potra' essere definita anche nell'idea che le origini delle "sensazioni" che produce il soggetto principale, costituito dal corpo estatico femminile, trascendono e rivivono, dal buio profondo della coscienza, non solo il sogno ma, soprattutto, i vari processi di vita che l'hanno accompagnata e che i "chroma" pittorici, rivelano attraverso la loro alternanza. Tematiche, che si evidenziano ancor piu' nel "Mistero dell'acqua" . In quest'opera, anche per le graduali stesure tonali, le molteplici significazioni traducono gli enuncianti elementi simbolici . Ed e' la donna qui al centro dell'equilibrio narrativo.

"Come spicchio di melagrana sono le tue guance, senza quello che di dentro si nasconde" ! Ecco come il simbolo ad ella collegato: della fertilita', speranza e fecondita', e' descritto nel Cantico dei Cantici. Quella, il cui guardo invitante conduce agli eventi del presente; o si rivolge all'orizzonte, al futuro, nel seminascosto nudo. Ed e' in questo rapporto temporale della memoria che si inserisce l'elemento "acqua" come purificazione o misteriosa trascendenza dello spirito. L'acqua, che disseta anche l'esile farfalla, accompagnata dalla mano protesa o, si distende nello stemperato orizzonte, fra mare e cielo colmo di nubecole acquose ed evanescenti bolle. Anche qui, come nelle altre tele realizzate, i "toni" assumono una graduale forza espressiva. Dall'ocra della fontana che sgorga dal mascherone, contornato dai verdi protalli di felci e le bocche di leone; all'azzurro che si discioglie nelle biacche dei nembi stratiformi, culminando, nel concreto rosso cadmio della granulosa polpa della melograna: simbolo di tolleranza ed equilibrio nella vita, che il sottile ramo di fico comparativamente collega alla morte. In sintesi: ci troviamo a confronto con opere che assumono in se', uno stretto legame fra idea e composizione e che, nella complessa realizzazione, si rendono attrattive per la versatile valorizzazione sia del segno "grafico" che "concettuale", cosi' come per il precipuo "purismo tonale". Gia' avevamo memorizzato, dalle prime "letture", la piacevole realta' artistica di Ludovico della Rocca, che suscitera', nel prosieguo, proficuo interesse sia negli operatori che nei fruitori.

 

 

Grande Arte Galleries ... Ludovico della Rocca By Artist

Pagani (SA) - dal 7 maggio all'undici giugno 2011 ... Baccaro art Gallery Confessioni di un artista

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